Dimostrare le proprie competenze è abbastanza semplice oramia, soprattutto se hai una certa età.
Se, ad esempio, cerchi su Google “Mariachiara Marsella“ oltre a uscire il risultato creato da Google “Professionista SEO“, trovi anche molti documenti web, non solo il mio sito web o i miei profili social, ma anche altre fonti con interviste e contributi.

Ma quando si tratta di raccontare chi sei davvero, come si fa?
Perché le persone che vogliono collaborare con te questa domanda se la pongono, sempre. Io stessa, prima di accettare una collaborazione, cerco di capire che “tipo di persona” è quella con la quale dovrò rapportarmi per mesi.
Quindi, proprio per agevolare la comprensione di chi sia io, ho deciso di creare una vignetta, semplicissima, che racconta la mia personalità.

- non sono un genio nè tantomeno super, semplicemente amo il mio lavoro e quindi mi viene bene, come tutte le cose che amiamo fare.
- Preferisco la “mostruosità” alla noiosa bellezza canonica, perché per me è cento volte più interessante.
- Mi definiscono amabile ma c’è una cosa che non sopporto assolutamente e per la quale potrei, dall’alto del mio metro e 58, picchiare e malmenare: odio profondamente chi inquina e sporca.
Il mio lavoro
I miei punti forti
- Attenzione ai dettagli e passione.
- Competenza e affidabilità nella gestione anche di progetti complessi.
- Proattiva: mi occupo anche di anticipare tecnologie e tendenze, contribuendo a accelerare il business dei clienti e conferendogli così un vantaggio competitivo.
- Project manager pragmatica, non mi dilungo in chiacchiere: mi piace affrontare e risolvere rapidamente le sfide che si presentano durante i progetti.
- Empatica: amo creare relazioni costruttive che mi consentano di comprendere le esigenze dei clienti e di costruire rapporti basati su sintonia personale e fiducia.
- Visione a 360 gradi: mi piace gestire progetti anche in modo olistico, interfacciandomi in modo costruttivo con altre professionalità e focalizzandomi su aspetti più ampi del business.
Cosa “mi manca” (volutamente)
- L’approccio “tuttofare”: non sono un’agenzia full-service. Sono una consulente.
- La SEO “vecchio stile” basata sulle keyword.
- Il compiacimento verso gli algoritmi: un sito web deve essere ottimizzato per essere “migliore” per l’utente, non solo per “compiacere Google”.
- Pazienza verso l’approssimazione: manco di tolleranza verso chi gestisce il marketing senza un metodo basato sui dati.
Trasforma la SEO in un vantaggio competitivo
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