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AI per fare i contenuti: chi è il responsabile degli errori?

L’utilizzo dell’AI nei processi editoriali si è diffuso velocemente, tanto per la generazione dei contenuti quanto per il supporto alla creatività o l’assistenza alla creazione.

Ma quando un contenuto è impreciso, fuorviante o dannoso, chi risponde se è stata utilizzata l’AI?

Premessa importante: in questo articolo non parleremo delle implicazioni legali che, in quanto tali, vanno discusse con professionisti specializzati. Qui voglio rispondere a una domanda che emerge spesso quando mi trovo a svolgere il ruolo di Digital Temporary Manager ovvero: se utilizzo l’AI per creare dei contenuti e nei contenuti ci sono errori, di chi è la responsabilità?

Il contenuto pubblicato è sempre una decisione aziendale: l’AI è soltanto uno strumento.

Gli errori più frequenti e l’impatto sul brand

Gli errori prodotti dall’AI (ma sarebbe meglio dire “gli errori prodotti da un non corretto utilizzo dell’AI“) possono essere davvero molti, dalle classiche “allucinazioni” alle interpretazioni imprecise; dati non verificati e non verificabili, incoerenza rispetto al brand e al posizionamento e via dicendo. Ma al netto del tipo di errore, sono le conseguenze a essere il vero problema; nel migliore dei casi la totale inutilità del contenuto pubblicato, nel peggiore la perdita di autorevolezza del brand e tutto quel che c’è tra i due estremi.

Ma chi è il responsabile allora?

La domanda “chi è responsabile degli errori nei contenuti generati con l’AI?” in realtà presuppone la presenza di “qualcosa” che con l’AI non c’entra assolutamente nulla (apparentemente): l’organigramma.

In un’azienda strutturata, il CEO non può ovviamente essere il responsabile operativo dei contenuti, ma nemmeno il Direttore Marketing. La responsabilità, in teoria, dovrebbe ricadere su chi ha la delega editoriale.
Ma qui emerge il problema che solo apparentemente sembrerebbe del tutto slegato dall’uso dell’AI: la mancanza, per molte imprese, di un organigramma definito o comunque la presenza di un organigramma spesso solo “formale”. Ma l’adozione dell’AI senza un’organizzazione chiara di “chi fa cosa” può essere un problema.

Andrebbe definito chiaramente chi può usare l’AI, per quali tipologie di contenuto, con quale livello di revisione e appunto quale il responsabile finale.
Nello specifico occorre una figura che:

  • definisca le linee guida d’uso
  • stabilisca i livelli di verifica
  • approvi la pubblicazione dei contenuti assistiti da AI
  • garantisca la documentazione delle procedure

Quando non c’è l’errore ma nemmeno il vantaggio competitivo

Può succedere che non ci sia alcun “errore” ma questo non significa, automaticamente, che allora ci sarà un vantaggio. Sul mercato non vince chi sbaglia meno o non sbaglia mai, ma chi diventa riconoscibile.

Facciamo questo esempio: un atleta può svolgere perfettamente un esercizio senza commettere alcun errore e quindi essere perfettamente uguale e identico agli altri che non hanno commesso errori ma non hanno nemmeno “aggiunto” qualcosa che li differenziasse.

il mio lavoro

L’AI nei contenuti non è solo una questione di strumenti, ma di metodo.

Se devi formare il team e definire linee guida operative, possiamo costruire un percorso dedicato.

Scrivimi e raccontami il tuo progetto:
info@mariachiaramarsella.it

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