L’internal linking è l’insieme dei collegamenti che connettono tra loro le pagine di uno stesso sito web. Non riguarda soltanto gli elementi di navigazione come menu e breadcrumb, ma soprattutto i link contestuali (contextual link) inseriti all’interno del testo.
L’ottimizzazione di questo aspetto è fondamentale perché si tratta di un’attività SEO completamente gestibile da chi progetta e/o amministra il sito. Nonostante non sia una novità, continua a essere uno degli aspetti più importanti dell’ottimizzazione on-page.
Perché il linking interno è così importante
Le indicazioni fornite da Google nel tempo convergono tutte nella stessa direzione: l’architettura dei collegamenti interni è fondamentale per consentire ai motori di ricerca di scoprire, comprendere e raggiungere le pagine di un sito.
Una corretta architettura dei link è un passaggio cruciale per favorire l’indicizzazione delle pagine, aiutare Google a navigare il sito e garantire agli utenti una migliore esperienza di navigazione. I link interni consentono infatti di scoprire contenuti correlati, comprendere le relazioni tra le pagine e muoversi con maggiore facilità all’interno di un ecosistema informativo.
L’importanza del linking interno emerge anche dalle dichiarazioni di John Mueller, secondo cui modifiche all’architettura interna dei collegamenti possono influenzare il ranking delle pagine.
Internal linking, utenti e motori di ricerca
L’obiettivo di una strategia di linking interno efficace non è semplicemente collegare pagine tra loro, ma creare connessioni utili e pertinenti, anche tra “entità”.
Comprendere l’intento di ricerca degli utenti è fondamentale perché permette di costruire un ecosistema di contenuti coerente e, di conseguenza, una struttura di collegamenti che abbia senso sia per le persone sia per i motori di ricerca. Se un contenuto parla di trekking per principianti, ad esempio, è naturale collegarlo a una pagina che raccoglie percorsi semplici. In questo modo si soddisfano le esigenze informative dell’utente e si rafforzano le connessioni semantiche tra i contenuti.
Questo aspetto assume ancora più valore in un contesto in cui i sistemi di ricerca devono interpretare relazioni, gerarchie e collegamenti tra argomenti. I link interni rappresentano infatti uno dei segnali che aiutano a comprendere come i contenuti siano connessi tra loro.
Il ruolo degli anchor text
Gli anchor text da un lato aiutano le persone a orientarsi, dall’altro forniscono informazioni ai motori di ricerca sul contenuto della pagina collegata. In alcuni casi, l’anchor text può persino influenzare il modo in cui Google interpreta una pagina appena scoperta.
Non conta la quantità, conta la pertinenza (ma senza eccedere..)
Una delle domande più frequenti riguarda il numero corretto di link interni da inserire in una pagina. Non esiste una risposta valida per tutti i siti. La logica, il buon senso, la struttura del progetto e gli obiettivi delle singole pagine devono guidare le scelte. L’errore non è avere troppi o pochi link, ma inserire collegamenti privi di utilità, non pertinenti o poco contestualizzati. La qualità e la pertinenza dei collegamenti sono molto più importanti della loro quantità.
Profondità di navigazione e valore delle pagine
Il linking interno contribuisce a definire la profondità di navigazione delle pagine. Quando un contenuto si trova a molti clic di distanza dalla home page, può risultare più difficile comprendere quanto sia importante all’interno del sito. Per questo motivo è utile individuare pagine di valore che soffrono di una profondità eccessiva e creare collegamenti pertinenti da altre pagine semanticamente correlate.
Questa attività può essere svolta sia sui contenuti storici sia su quelli di nuova pubblicazione.
Le ricerche interne al sito
Una delle fonti meno utilizzate per identificare opportunità di ottimizzazione del linking interno è l’analisi delle ricerche effettuate dagli utenti nel motore di ricerca interno del sito. Se una determinata ricerca restituisce più contenuti correlati che non risultano collegati tra loro, si è probabilmente di fronte a un’opportunità mancata.
Collegare queste pagine può migliorare sia la navigazione degli utenti sia la comprensione del sito da parte dei motori di ricerca.
Gli errori più comuni
Tra gli errori più frequenti vi sono i collegamenti verso pagine che restituiscono errori 404, i link che puntano a URL non canonici, pagine in noindex, URL soggetti a redirect o versioni non HTTPS. Più che altro il problema è che questi casi da una parte generano segnali contraddittori agli occhi dei motori di ricerca, e dall’altra parte possono creare confusione negli utenti o comunque bloccare il proseguimento della navigazione sul sito.
Anche i plugin che inseriscono automaticamente collegamenti interni senza un controllo editoriale possono creare problemi: link ripetuti inutilmente, anchor text identici distribuiti in modo innaturale o collegamenti poco utili per la navigazione.
Particolare attenzione meritano inoltre le pagine orfane, cioè quelle prive o quasi prive (semi-orfane) di collegamenti interni. In questi casi è necessario valutare se mantenerle, integrarle nella struttura del sito oppure accorparle ad altri contenuti.
Internal linking e conversioni
Una strategia di linking interno può contribuire anche a migliorare anche le conversioni.
Per farlo è necessario che ogni pagina abbia un obiettivo chiaro. In alcuni casi può essere utile inserire collegamenti verso pagine che convertono particolarmente bene all’interno di contenuti con elevata visibilità, purché il collegamento sia coerente con l’argomento trattato e realmente utile per chi legge.

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