Sapete qual è lo strumento più utilizzato in Italia per accedere online, dopo motori di ricerca e mappe?
Il QR Code (46,5%).
Ne ho parlato anche in occasione dell’intervento che ho portato al Search Tech e credo sia interessante discuterne, perché non stiamo parlando di una “ricerca classica” ma di un’azione che parte offline e si chiude online.

C𝗵𝗲 𝗰’𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗦𝗘𝗢 𝘂𝗻 𝗤𝗥 𝗖𝗼𝗱𝗲?
Direttamente nulla, indirettamente molto e almeno per 2 motivi:
1. il traffico che porta su una pagina generalmente proviene da un intento molto più forte di quello di una query digitata e quella pagina entra, di fatto, nell’ecosistema digitale: viene caricata, letta, abbandonata o esplorata.
2. Costringe a progettare landing page “sensate” anche dal punto di vista dell’esperienza utente da mobile. Una pagina di atterraggio da QR generica o mal progettata è un boomerang.
C𝗼𝘀𝗮 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝗱𝗲 𝘀𝗲 𝗶𝘀𝗼𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗹 𝘁𝗿𝗮𝗳𝗳𝗶𝗰𝗼 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗴𝗶𝗻𝗮?
Un possibile framework di misurazione potrebbe essere questo: creare una pagina web aperta ai motori di ricerca ma non linkata internamente nè da xml, (orfana praticamente), raggiungibile solo tramite QR Code e con tracciamento dedicato. All’interno, poche informazioni molto specifiche, strettamente legate al contesto in nasce il QR.
A quel punto possiamo osservare, ad esempio:
- il comportamento degli utenti ad alto intento;
- la qualità del contenuto e non la quantità di traffico;
- come viene poi indicizzata la pagina e come impatta il contesto esterno;
- in quali orari si registra più traffico;
- se aumentano le query branded
– ecc.
E se poi carichiamo su un’AI i dati di traffico di quella landing insieme ai dati complessivi di Search Console, possiamo anche chiedere di individuare correlazioni meno evidenti, incluse quelle legate all’aumento delle ricerche di brand.
Forse è anche questo il modo di ri-pensare la SEO nel 2026: non tanto e non solo come applicazione di un set di regole, ma come strategia, contesto e capacità di osservare segnali.
Ed è il motivo per cui, sempre più spesso, il valore non sta nell’esecuzione puntuale, ma nell’affiancare i team nel leggere i dati, progettare esperimenti e prendere decisioni in contesti complessi.