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Report indicizzazione di Search Console, chiarimenti di Google

La recente discussione tra John Mueller e Martin Splitt sul report di indicizzazione in Google Search Console non introduce rivoluzioni, ma conferma una verità: il report non va letto come un elenco di “errori da sistemare”, ma come una mappa per individuare pattern.

Il vero valore tecnico infatti è nella capacità di leggere i dati aggregati e non il singolo dato isolato che lascia davvero il tempo che trova.

Cosa dovrebbe insospetterici o comunque richiedere la nostra attenzione

  • Variazioni repentine (picchi o crolli).
  • Coerenza dei problemi su specifici template, categorie o sezioni.
  • Correlazione temporale tra modifiche al sito e reazioni del report.

Sicuramente il corretto uso del report permette di validare le proprie azioni. Se un SEO interviene sull’architettura o elimina una categoria, il report deve confermare (o smentire) le aspettative di crawling e indicizzazione.

Il problema della “non indicizzazione” delle pagine da parte di Google

E’ uno dei problemi (o finti problemi) che mi capita più spesso di analizzare. Se non ci sono impedimenti tecnici (e sottolineo “se”) la questione è generalmente legata alla qualità dei contenuti e sottolineo “generalmente”. Perché in altri casi potrebbe essere solo una questione di tempo.

La questione di tempo è di fatto però un problema per chi, siti editoriali in primis, si trova a competere ad esempio su Google News. E questo è uno degli “appunti” che ho fatto proprio sulla pagina YouTube di Google.

Consiglio comunque la visione per intero, è sempre utile, anche per chi come me fa SEO da oltre 20 anni.