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Il rapporto tra SEO e ADV

Durante alcune consulenze come temporary manager nel Ditigal mi capita di osservare una situazione piuttosto ricorrente, ovvero aziende che usano campagne ADV per compensare una strategia SEO assente o, nel “migliore” dei casi, incompleta.

Il risultato è abbastanza scontato: il traffico arriva finché c’è budget e quinsi se e quando le campagne si fermano, si ferma anche il flusso.

Può succedere certo, ma il problema nasce quando l’ADV è l’unico modo per sostenere la visibilità online e non, invece, una leva integrata all’interno di una strategia più ampia.

Il rapporto tra SEO e ADV è spesso un indicatore della maturità digitale di un’azienda, pertanto quando i team collaborano è possibile riuscire a utilizzare il budget ads in modo più efficiente.

Una semplice analisi del percorso di uscita del traffico degli utenti provenienti dalle campagne ADV può già far emergere segnali interessanti. E infatti, se il percorso si interrompe proprio quando l’utente cerca informazioni chiave come per esempio confronto tra prodotti, costi di gestione, casi studio ecc. è possibile dire che, molto probabilmente, stiamo pagando clic per portare traffico ai competitor.

Questo tipo di analisi rientra nelle attività di interpretazione dei dati di navigazione del sito, fondamentali per capire dove e perché gli utenti interrompono il percorso e quali decisioni strategiche prendere di conseguenza.

Ne ho parlato in modo più approfondito con un post su LinkedIn che trovi qui:


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