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Il dietro le quinte del report AI Generativa dentro Search Console

Il nuovo report “AI Generativa” di Search Console, disponibile all’interno della sezione dedicata ai risultati di Ricerca, mostra le impression generate da AI Overviews e AI Mode.

Non introduce quindi un nuovo volume di impression aggiuntivo rispetto al report Performance, si tratta invece di un sottoinsieme delle impression che già vediamo nella Ricerca web, questa volta isolato per la componente generativa.

Al momento, il report è ancora piuttosto essenziale: non mostra query, clic, CTR, posizione media né aspetto nella ricerca. Inoltre, le impression relative a Discover non sono incluse, perché vengono rilevate in un report AI separato.

È quindi un dato interessante, ma ancora parziale. Il suo valore, almeno per ora, non sta tanto nelle informazioni che restituisce direttamente, quanto, potenzialmente, nella possibilità di incrociarlo con i dati che Search Console già mette a disposizione per provare a capire quanto e come la presenza dell’AI stia modificando la visibilità organica di un sito.

L’aspetto che trovo più interessante non è tanto avere finalmente un numero che ci dice quante impression sono state generate dall’AI, quanto poter iniziare a distinguere una parte della visibilità organica che fino a oggi finiva inevitabilmente dentro un unico insieme di dati.

Cosa misura, almeno per ora, il nuovo report

Il report considera le impression generate da AI Overviews e AI Mode.

Non sembra quindi trattarsi di un dato completamente aggiuntivo rispetto a quello che già conosciamo. È piuttosto una parte delle impression che possiamo osservare nel report Performance, filtrando i risultati di Ricerca web.

Questa distinzione è importante, perché il rischio sarebbe quello di leggere il nuovo numero come se rappresentasse una quantità di visibilità che si aggiunge a quella già presente nei report tradizionali e non è così.

Il nuovo report permette piuttosto di isolare una componente della visibilità che prima non potevamo osservare separatamente.

Stando al grafico disponibile in Search Console, i dati partono dal 18 maggio 2026. È comunque un report ancora relativamente giovane e, anche per questo, credo sia prudente considerare l’attuale implementazione come qualcosa che potrebbe evolvere.

E ci sono altre dimensioni che, almeno per ora, non sono disponibili nel report AI: query, clic, CTR, posizione media e aspetto nella ricerca. Questo limita inevitabilmente ciò che possiamo dedurre dal dato.

Il valore del dato emerge quando lo si mette in relazione con gli altri

Una delle prime cose che ho trovato interessanti osservando il report è che le impression AI, considerate in valore assoluto, possono raccontare una storia molto diversa da quella che emerge quando le rapportiamo alla visibilità complessiva.

È un aspetto piuttosto semplice, ma non per questo scontato.

In un’analisi reale, per esempio, una pagina di un sito registrava circa 176.000 impression AI, mentre un’altra ne registrava circa 72.000. Guardando esclusivamente questi numeri, la prima sembrerebbe essere quella maggiormente interessata dalla presenza dell’AI. Ma il confronto cambia completamente quando si rapportano le impression AI alle impression complessive delle rispettive categorie.

In quel caso, era la seconda categoria a mostrare una penetrazione dell’AI più che doppia rispetto alla prima.

Non è una differenza marginale. È la differenza tra dire che una sezione di un sito “ha più impression AI” e dire che l’AI rappresenta una componente molto più significativa della sua visibilità organica. Il numero assoluto, quindi, non è necessariamente il dato più interessante.

Ed è proprio questo il tipo di lettura che considero importante quando si analizzano dati SEO: il dato acquista significato soprattutto in relazione al contesto nel quale si colloca.

È anche uno dei motivi per cui, nell’analisi della visibilità organica, trovo riduttivo fermarsi alla lettura delle singole metriche senza metterle in relazione tra loro.

Quando l’AI diventa quasi sinonimo della visibilità di una pagina

Un’altra osservazione interessante emerge guardando l’andamento nel tempo. Su alcune pagine, il rapporto tra impression AI e impression complessive può cambiare rapidamente.

In particolare, in alcuni casi l’AI non appare più semplicemente come una componente marginale del traffico Search di una pagina. Arriva a rappresentarne una parte molto consistente. È un fenomeno interessante anche perché il rollout delle funzionalità AI non sembra necessariamente comportarsi come un interruttore acceso/spento.

E questo introduce una dimensione temporale che, a mio avviso, sarà sempre più importante nelle analisi strategiche su SEO e Intelligenza Artificiale.

Non basta quindi chiedersi quanto è presente l’AI nella visibilità di questa pagina? Diventa altrettanto interessante chiedersi come sta cambiando questa presenza nel tempo?

Il problema delle query che ancora non vediamo

C’è poi una questione che considero particolarmente interessante: nel nuovo report non abbiamo ancora le query associate alle impression AI. Questo significa che non possiamo stabilire direttamente, dal report stesso, quali ricerche abbiano generato quelle impression. Possiamo però cercare di avvicinarci alla risposta mettendo in relazione i diversi dati disponibili.

Per esempio, partendo dalle pagine che registrano il maggior numero di impression AI, è possibile osservare quali siano le principali query associate agli stessi URL nel report Performance tradizionale.

Non è una corrispondenza certa al 100%, naturalmente.

Una query associata a una determinata pagina nel report Performance non significa necessariamente che quella stessa query abbia generato le impression AI osservate per quella pagina. Ma può rappresentare un’approssimazione utile per iniziare a capire quali aree della domanda di ricerca siano maggiormente coinvolte dalla presenza dell’AI.

Anche in questo caso, però, la cosa interessante non è tanto la procedura in sé.

È ciò che ci dice sullo stato attuale dei dati.

Oggi abbiamo finalmente un’informazione sulla presenza dell’AI, ma non abbiamo ancora tutte le dimensioni necessarie per collegare direttamente pagina, query, impression, clic e comportamento nella SERP.

Ed è probabilmente proprio questo uno degli sviluppi che renderebbe il report molto più significativo.

Anche il Paese può cambiare la lettura del fenomeno

Un’altra dimensione che trovo interessante è quella geografica. Il confronto per Paese permette di osservare se la componente AI della visibilità organica abbia lo stesso peso nei diversi mercati nei quali opera un sito.

Non darei per scontato che sia così.

Il fatto che una stessa query possa produrre esperienze di ricerca differenti a seconda del Paese rende plausibile che anche la presenza dell’AI abbia una distribuzione diversa tra i mercati. Anche qui, però, il numero assoluto rischia di essere fuorviante.

Un Paese con un numero maggiore di impression AI potrebbe semplicemente avere un volume Search complessivamente molto più elevato.

Mettere in relazione la visibilità AI con la visibilità organica complessiva permette quindi di ottenere una lettura diversa: non solo dove ci sono più impression AI, ma dove l’AI sta assumendo un peso maggiore rispetto alla Search complessiva.

Per aziende che operano in più mercati, questa potrebbe diventare una dimensione interessante anche dal punto di vista strategico.

Il mio punto di vista

La mia impressione, almeno in questa fase, è che il valore del nuovo report non sia tanto quello di aggiungere una nuova metrica al consueto cruscotto SEO. È interessante soprattutto perché ci permette di iniziare a separare una parte della visibilità organica che fino a poco tempo fa finiva inevitabilmente dentro un unico insieme di dati.

E questo cambia progressivamente il tipo di domande che possiamo porci.

Non soltanto: “Quante impression ha generato l’AI?”
Ma anche:

  • “Quanto pesa l’AI sulla visibilità di questa pagina?”
  • “Quanto è cambiato questo peso nel tempo?”
  • “Quali aree del sito sembrano essere maggiormente coinvolte?”
  • “Ci sono differenze significative tra mercati?”

Perché il cambiamento introdotto dall’AI non riguarda soltanto la presenza di un nuovo elemento nella pagina dei risultati. Riguarda anche il modo in cui interpretiamo ciò che chiamiamo, più genericamente, “traffico organico” o “visibilità organica”.

Una parte di quella visibilità oggi passa attraverso modalità di ricerca nelle quali il rapporto tra impression, clic, risultato e contenuto visualizzato è diverso da quello al quale siamo stati abituati per anni.

Avere un dato separato è quindi utile, ma saperlo interpretare all’interno del quadro complessivo lo è molto di più.

E credo sia interessante osservare come questo dato cambierà nei prossimi mesi, soprattutto se Google aggiungerà nuove dimensioni di analisi.

Perché il vero valore di questi dati, alla fine, non sta nel sapere che esiste un nuovo numero da guardare.

Sta nella possibilità di capire meglio come sta cambiando la Search e, di conseguenza, come dobbiamo leggere la performance organica dei siti che analizziamo.