Digital Source Type nei dati strutturati: come (e perché) Google traccia l’intelligenza artificiale
Google ha introdotto Digital Source Type nelle specifiche dei dati strutturati per i markup QAPage e DiscussionForumPosting che dovrebbe farci riflettere. Infatti, al di là della novità tecnica, la questione è: perchè?

https://developers.google.com/search/docs/appearance/structured-data/qapage?hl=en
Analizzare le ragioni per cui il motore di ricerca aggiunge o sottrae elementi è un buon modo per capire dove sta andando il futuro della SEO e dell’information retrieval. E la direzione, questa volta, parla chiaramente: trasparenza dichiarata.
Cos’è la proprietà digital source type e cosa cambia per QAPage e Forum
Nelle linee guida ufficiali di Google, la proprietà digitalSourceType viene definita in modo inequivocabile: “This property is particularly relevant for distinguishing between human and AI or other machine-generated content.” In termini pratici, Google sta chiedendo ai proprietari di siti web di autodichiarare l’origine del proprio contenuto, tracciando un confine netto tra ciò che è frutto dell’intervento umano e ciò che è stato generato da un modello linguistico (LLM) o da un algoritmo.
Sebbene Google specifichi che l’inserimento di questo meta-dato non sia (ancora) un fattore di ranking diretto, apre una questione cruciale: cosa succede se viene rilevata un’incongruenza tra ciò che dichiariamo nel codice e ciò che i sistemi di Google scansionano realmente? Una discrepanza simile potrebbe essere facilmente interpretata dagli algoritmi come un segnale di scarsa affidabilità.
La mappatura della provenienza non è una novità
Se guardiamo indietro, la strategia Google punta sulla trasparenza da tempi immemori. L’introduzione di digitalSourceType è solo l’ultimo tassello di una mappa concettuale già definita:
- I Metadati IPTC per le immagini: Google supporta già da tempo i metadati IPTC per definire l’origine digitale delle immagini. Anche in quel caso, lo scopo è distinguere tra foto tradizionali, contenuti generati interamente da IA o formati ibridi (assistenza algoritmica).
- L’evoluzione dell’Autore (Schema.org): pensiamo all’introduzione del markup del Creator contrapposto al Publisher, o alla gestione rigorosa di datePublished e dateModified. Google vuole sapere chi ha scritto cosa, quando e se l’aggiornamento ha portato un valore reale.
- L’impatto sulle Linee Guida dei Quality Raters: la “E” di Experience (nell’acronimo E-E-A-T) non è un caso. Se applichiamo digitalSourceType ai forum e alle community, l’obiettivo è scindere l’esperienza vissuta da un essere umano in carne e ossa dalla sintesi artificiale generata da una macchina. Esperienza reale vs. Esperienza simulata.
SEO Tips
Ecco alcune azioni pratiche da implementare:
- Evita le discrepanze: allinea sempre il contenuto visibile, il markup dei dati strutturati e i segnali esterni. Non dichiarare un contenuto come “100% umano” se mostra chiari pattern di generazione sintetica.
- Esplicita e rafforza l’identità dell’Autore: collega i profili degli autori alle loro reali identità digitali (social network, pubblicazioni, bio autore strutturate).
- Crea una pagina di AI Policy: all’interno del tuo sito, definisci in modo trasparente dove, come e perché utilizzi l’intelligenza artificiale (es. supporto alla formattazione, traduzione, brainstorming o generazione).
- Usa dateModified con etica: aggiorna il tag della data di modifica solo quando il valore informativo della pagina cambia realmente e non per fare un mero “refresh” artificiale ad uso e consumo dei crawler. La trasparenza non è più un’opzione.

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