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Non copiare il tuo competitor, nemmeno se te lo dice l’AI.

Farò un esempio reale, senza citare nessuno.

Quando analizziamo per quali argomenti un brand compare nelle risposte AI, anche a confronto con i suoi competitor, non sarà affatto raro trovare suggerimenti che con la parte online non c’entrano assolutamente nulla.

Il caso

Prendiamo alcuni e-commerce di abbigliamento; alcuni hanno anche negozi fisici mentre quello del tuo cliente no.
A un certo punto un tool di analisi della visibilità AI confronta il tuo cliente con gli altri e ti dice qualcosa come: “Per le ricerche che includono sedi locali o presenza nei centri commerciali, tu non ci sei. I tuoi competitor sì.”
E mi pare pure normale, considerano che il brand non ha sedi.

Qual è il punto?

Non mi sognerei MAI E POI MAI di suggerire al cliente di aprire una o più sedi solo perché i competitor compaiono nei risultati AI per quelle query. Aprire un negozio fisico richiede moltissimo sforzo (soprattutto in Italia).
La cosa importante da ricordare è non confondere mai il modello di business con la visibilità online.

Le due cose possono corrispondere, ma non sono la stessa cosa.

3 consigli veloci

  1. Separa ciò che è replicabile da ciò che non lo è. Quindi l’audit del contesto viene prima di qualsiasi altro audit. Devi verificare rese ci sono specifici attributi di business (es. sedi fisiche, logistica, accordi distributivi) ancora prima di capire se ci sono carenze informative del sito.
  2. Usa la SEO per validare la domanda e non per inventare l’offerta.
  3. Parti dal valore differenziante del brand e rafforzalo, invece di inseguire ciò che hanno gli altri.

La SEO può certamente contribuire al modello di business, ma come fonte di dati sulla domanda. Anzi, semmai vi trovaste davanti a una richiesta come “voglio creare un ecommerce ma non so bene su cosa”, fuggite. 😊